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24 gennaio 2015

TETRAIDROAGONIA

Non che la cosa mi disturbi, ci mancherebbe.
 
 
All'inizio parlavo da solo, lunghi soliloqui con me stesso.  E non era follia, anzi, era un modo per non perdere la ragione e capire a fondo il mio io più nascosto, quello che raramente risponde. Semplicemente me contro me, perché non sono certo al mondo per vivermi solo superficialmente, ma nelle più ardite profondità. Poi, durante un affondo sul dono, se si può dire, dell'obliquità, uscì allo scoperto il duale Io e Me. Oblivione! Gli oceani si disseccarono, i monti crollarono, la stella del nord precipitò, gli astri si polverizzarono, sparirono la terra, gli uomini e gli dei e rimase solo l’assoluto. E non trovai nemmeno un bar aperto.

18 gennaio 2015

TETRAIDROMANIA

 
Allo scoccar del fragrante rallentar spazio temporale, bisognerebbe guardare il mondo come in un caleidoscopio, sdraiati in un prato dove qualche grillo ha fatto un po' tardi, apposta per l'occasione. Nell'evidenza pratica che tutto sommato non serve essere dei professionisti per riconoscere il sapore della verità. Il che porterebbe la mia personalità a soffrire di squilibri visibilmente connessi con l'interrelazionalità, ma più congiunta alla teoria del tutto. Zigozaganti linee di mezzerie.

14 gennaio 2015

TETRAIDROFOBIA

 
Negli uomini che sublimano la propria pulsione di morte e riescono a sopportare tutte le frustrazioni della vita quotidiana con giocattoli di plastica che vanno bene solo per teste dello stesso materiale, prevale quell'errato senso di appropriazione che spesso è la ragione della più grave perdita. Anche quando ho cercato di rendere seri una sequela di comportamenti attuati per stabilizzare i miei equinozi nei miei solstizi, ho osservato che era inutile.

7 gennaio 2015

TETRAIDROMALIA

 
È desiderabile che tra Io, che narra una storia e Me, che la legge, si stabilisca al più presto una comprensione reciproca. Vi dico solo che, chi volesse offrirsi come cavia volontaria, avrà l'opportunità di influenzare il flusso di improvvisazione attraverso parole, frasi, suggestioni. Io e Me, faranno da tramite, danzando sulla linea sottile che separa chi si esibisce da chi assiste passivamente.

27 dicembre 2014

TETRAIDROFRENIA

 
Lo so, l'ho già detto, ma se nella zona centrale delle rime, la stessa maggiore unitarietà della tecnica e della poetica, condurrà ad un esercizio poetico più stretto intorno alle punte estreme e divenute più emblematiche della fusione fra termini essenziali del dramma interno e loro mezzi espressivi concettistici e antitetici, tutto sarà più chiaro e istruirà a guardar tra le frasche dell'arduo giuoco stilistico, persino ai suoi aspetti e momenti più virtuosistici per riscoprirvi le ragioni interne e il nesso di consolidamento di questo più irrequieto, scoperto e insieme scandibile esprimersi di tensioni interne in forte movimento, non prive certo di legami con occasioni e vicende, e il loro corrispettivo di esperienza sofferta, di meditazione, di nuova tensione.

22 dicembre 2014

ESERCIZIO DECERVELLATORIO

Vi state chiedendo il perché di questo post? Bravi, continuate a chiedervelo.


Nebulizzando feci, volta più, volta meno, stai a vedere, io. Io e le storie sussurrose che ci puoi mettere il pane a galleggiare e a inzupparsi. Io, che l'occhio clinico è patologico se non compatisce. Io, che strizza le tempie abbastanza forte da far affiorare i dotti dove scorre la linfa, filigrana di certune ispirazioni. Io, che crede che la pioggia sgorghi solo da un cielo ulceroso. Io, che per fare la corsa col sacco prima col sacco ci deve stringere un legame. Io, che evitabilmente cogita. Io, che si ostina nella crociata espressionista contro l'estetica del benfatto. Io, fortuito grifo ibrido della protuberanza cefalica.

9 dicembre 2014

OSCILLANTE BULLONARE


La marionetta è l'essenza del teatro, come la poesia è l'essenza della letteratura.
Questo mio pendolarismo è figlio della concentrazione.