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12 febbraio 2019

LAUTO PASTO


Quando zizzania ed invidia imperano nelle teste di plastica, buone solo per giocattoli dello stesso materiale, mi viene voglia di qualcosa di buono, di genuino e faccio uno spuntino: zuppa di fave, vermicelli alle alici, cicoria burrettata, broccoli stracinati, fritto di carciofi, lesso di vaccina, trippa, montone girato, abbacchio da latte, capretto gentile, lumache spurgate, cacio cavallo e pecorino, scamorza, cardito, mozzarella di Valmontone, da bere acqua cetosa, cesanese del Biglio, vino di tutto pasto, rosolio del perfetto amore per digerire e mi sincero di cosa ne penso, oltre al fatto che non me ne freghi un cazzo.

4 febbraio 2019

INOSPITABILITA'


"A volte stento a riconoscermi quando sono così arrabbiato; faccio un viaggetto al di fuori del mio corpo, guardo le mie mani e la mia faccia cattiva, e mi chiedo come può un uomo ridursi così. Ormai sono diventato un problema per me stesso."

"Le stanze sembravano riscaldarsi quando c'era lui, la pioggia cadeva più dritta, gli orologi rallentavano, i suoni venivano amplificati. Si considerava fedele ai sudisti e un guerrigliero di una guerra civile mai terminata. Non provava rammarico per le rapine, né per i diciassette omicidi che rivendicava. Aveva visto passare un'altra estate a Kansas City, nel Missouri e il 5 settembre dell'anno 1881 compiva 34 anni."

"Soffriva anche di un'infiammazione alle palpebre che lo costringeva a strizzare gli occhi più del normale, come se il creato fosse per lui una visione troppo intensa."

Tratto da "L'Assassinio di Jessie James Per Mano Del Codardo Robert Ford"

Gli ultimi istanti del film non li ho visti, eppure avevo gli occhi aperti e fissavo lo schermo. Ero dentro di me a pensare che: "sì, è vero". Che non c'è lieto fine e va bene così. Che dover stare a rincorrere se stessi quando ci si sente sbagliati non risolve niente, anzi peggiora.

28 gennaio 2019

IRREFRAGABILE



Ho imparato molte cose durante l'allenamento del vivere. Se non mi fossi allenato, sarei una schiappa. Ma è evidente che so centrifugare bene la centuplità del'accorgimento. Per questo sono sempre comodo e mi comprendo, mi amo, mi odio, mi accolgo fino a trasformare e cambiare quella spigolatura nell'incoccare una freccia in un arco temporale, da cui schiocca l'esistenza, fino a coinvolgere l'essenza. Nell'ordine di una praticità che mi permette tutto quello che non potrei. Ma posso.

26 gennaio 2019

DOCIMASTICA ERUBISCENTE


Nei mie sogni c'è la regia: primissimi piani, carrellate, filtri colorati. Nell'ultimo c'erano anche gli effetti speciali scadenti, per giunta. Una di quelle scene in computer grafica che saltano subito all'occhio per mancanza di naturalezza. Un insetto millipede che mi cammina lungo il braccio e io che nel sogno penso: "si vede che è finto". Mi sono svegliato ripetendo il nome di questi insettini colorati, "nocetti", che da questa parte della realtà pare non esistano. Altri sogni poi, invece che premonitori, sono postmonitori. Rivivo scene del passato e scopro cosa ho fatto di errato, imparo l'imbarazzo che avrei dovuto provare allora. Una forma di educazione sociale a posteriori, suppongo.

21 gennaio 2019

CEPPO ACHERONTICO

L'uomo è una miriade di drammi. Gli uomini sono una miriade di drammi. Tuttavia, nessuno struggimento è tanto sublime quanto la passione che deriva dalla perdita dell'innocenza, l'unica dannazione dell'uomo da cui tutte le altre si dipanano come rami di un enorme albero scarno e sepolcrale.

13 gennaio 2019

TETRAIDROFAGOCITAZIONI


Non ho mai creduto nell'insiemistica, perché la diversità è un'occasione rimasta per trovare quel qualcosa che compensi e disorienti, accompagnando verso una lateralità che può arricchire il comprendere, il concepire, l'afferrare un  concetto, ma soprattutto riempire quella parte che batte, ribatte e controbatte a tempo o in contrattempo, ancorato a concetti uniti, perché privi di punteggiatura.

4 gennaio 2019

NERALBO INGRAMAGLIATO

Il titolo fa la differenza

La superficie di un lago le cui acque sono agitate, riflette solo riproduzioni distorte delle immagini che vi sono proiettate. Se gli elementi del mondo interiore sono in uno stato di confusione, se le emozioni combattono fra loro e il turbine delle passioni tormenta la mente, se il cielo della verità è coperto dalle nubi dei pregiudizi, oscurato dall'ignoranza, allucinato da desideri insani, le vere immagini delle cose  appariranno egualmente distorte. E' sicuramente colpa di quel quasi, che fa la differenza nell'esserlo completamente.