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25 marzo 2016

TELESCOPIA



Ogni volta che il mio corpo si manifesta alla mia mente, non sempre mi trova preparato alla sorpresa del giorno. Di tanto in tanto mi allungo per toccare le cose che non ci sono e ci riesco magnificamente. Il nulla, stretto tra le mani. Spesso si può dimostrare con metodo scientifico qualcosa che non corrisponde alla realtà.

12 marzo 2016

INTORPIDO


Non mi ritrovo le forze per pensare di scrivere.
Né interiori, né esteriori, né posteriori.

29 febbraio 2016

INCULCHI SCENOGRAFICI


Ventinove febbraio: una verità che si capta senza artefizi, manipolata ad uso del pubblico. Nelle scene si vedono gli attori in quanto esseri ricreati e straniati. Ci si cala nella parte. La sensazione che ne si riceve, è la risultante di una corretta impostazione scenica ed interpretativa.
Sì, ok, io le do del lei, ma lei, cosa mi dai?

15 febbraio 2016

LAPIS LAPSUS ULO


Trecentotreesimo post, consueta palindromia nelle ricorrenze ma con l'aggiunta del molesto scricchiolio dei legamenti nella cassa di risonanza del cranio. Se descrivessi esattamente tutto ciò che provo, questo blog diventerebbe un ambasciatore tra la mente e il corpo, sarebbe il traduttore delle mie sensazioni e spesso l'ho fatto. L'ha fatto. L'abbiamo fatto. Percepisco ancora me stesso come un puzzle, con tutti gli elementi sparpagliati. Faccio conoscenza con i pezzi, i miei pezzi, come si farebbe con amici occasionali. So benissimo che si tratta di pezzi che, assemblati, mi ricomporrebbero, non ne dubito neppure un secondo, ma li capto ancora estranei.

7 febbraio 2016

TORMENTI ANTELUCANI


La questione degli incubi. In questi ultimi mesi ne ho fatti d'ogni. Ho deciso di ammansirli, vedendone il lato ironico e trascrivendoli sul brogliaccio che tengo sul comodino, con calamo e calamaio. Appena mi sveglio, l'incubo è annotato. Questa abitudine produce due effetti sugli incubi: li struttura come racconti e toglie loro ogni capacità di impressionarmi e non suscitano più terrore, ma curiosità, quasi sapessero che li aspetto per metterli su carta e lo reputassero un onore letterario, quegli idioti! Benché rimangano sinistri, perdono la loro caratteristica di incubi.

31 gennaio 2016

RIMANGO SINISTRO


In nessuno dei luoghi che ho visitato durante i miei viaggi, nemmeno nel cuore dei paesi più nascosti di altre civiltà, di altre religioni, di altre etnie, mi sono sentito straniero quanto nel mio corpo. Non mi posso più digerire e non si tratta di uno squilibrio della coscienza che induce una percezione ipertrofica delle manifestazioni del corpo, altresì detta ipocondria. Sto diventando una deieizione cerebrale del mio stesso organismo.

24 gennaio 2016

SUPERFICIALMENTE RIFLESSO

Trecentesimo post.

L'ho fatto. Ho stretto i pugni, mi sono appoggiato al lavello, ho preso un gran respiro e mi sono guardato allo specchio. Era come se mi guardassi per la prima volta. Sono rimasto a lungo davanti allo specchio. Non ero davvero io quello lì dentro. Era il mio corpo, ma non ero io. Non era neppure un amico. Mi ripetevo: "Sei Me? Sei Tu, Me? Io sono Te? Siamo Noi?". Non sono matto, so benissimo che giocavo con l'impressione che quello non fosse Io o Me, ma un corpo abbandonato dentro allo specchio. Mi sono chiesto da quanto tempo fosse lì. Questi giochetti che mandano fuori dai gangheri Me, non spaventano affatto Io. "Figliolo", mi dice Io, "non sei matto, giochi con le sensazioni, come tutti gli uomini. Le interroghi e non smetterai mai di farlo. Per tutta la vita, dobbiamo sforzarci di credere ai nostri sensi".