L'amenità di certi giocattoli, l'eccessiva allegria dipinta con colori squillanti sui volti deformati di bambole e balocchi, non sono che una maschera grottesca, una patina dorata che nasconde il senso di colpa borghese. Tali deformazioni, simili a quelle degli specchi del lunapark, mostrano invece ciò che la proibizione fa al desiderio.
20 settembre 2014
19 settembre 2014
RETTAL VIA
Dopo 15 giorni di manutenzione, è tornato il mio PC a casa, sano e salvo.
La presente foto è la prova provata che è meglio il culo gelato che un gelato nel culo.
La presente foto è la prova provata che è meglio il culo gelato che un gelato nel culo.
30 agosto 2014
DIVAGAZIONE ORBICOLARE
Uno dei tanti modi per uscire da questo impiccio - ove non sia possibile una verifica dei fatti, e questo sembra essere il caso maggioritario nel momento in cui si tratta di umanità - è l'escamotage di girare le parentesi in modo che includano la possibilità della menzogna e forcludano l'asserzione originale. Questa soluzione, che da un punto di vista strettamente logico e formale non aggiunge né toglie niente al problema, ovviamente, non permette una garanzia assoluta, pur manifestandone in qualche modo l'esigenza.
11 agosto 2014
ALT TATENSIONE
La timida voce che mi viene parlando di cose troppo serie, è un semplice meccanismo involontariamente studiato, messo in atto per indurmi in tentazione.
Lasciare un luogo conosciuto per recarsi in un luogo sconosciuto è andare, vadere. Il contrario invece è ritornare. Davvero, però, non riesco ad adottare una decisione stabile e vincolante se la mia sia stata un'andata o un ritorno. Azzeccherei un garbuglio in entrambi i sensi. Poco importa: incamererò aria e mi dissolverò e disperderò nell'ambiente. Come tutti. Evviva.
5 agosto 2014
DEAMBULANTE BALUGINARE
Ve la butto lì. Su cuscini in raso rosso, di forma quadrata, decorati con merletti bianchi. Sul filosofico, praticamente.
La potenza delle metafore sta nel fatto che, a differenza dei concetti, non sono forme chiuse da definizioni piane. Neanche ci provano. Sono, per dirlo con una metafora, due punti nello spazio semantico, incrociabili da infinite linee interpretative. Per questo una metafora tradisce sempre e con perseveranza, nel corso della sua storia d'utilizzo, il senso proposto da chi l'ha coniata. E per questo mi sento legittimato anch'io ad abbandonarmi al gioco erotico-semantico con questa sinuosa figura retorica che m'ha sedotto. Io e Me divengono essi stessi una figura retorica che implica un trasferimento di significato.
2 luglio 2014
ASSENZIO DI GRAVITA'
Inizio del riempitivo.
Quante volte mi sono accinto ad affaccendarmi in altre faccende, lo possiamo contare sulla punta della lingua e con la lingua a denti stretti. Il perché spesso non lo si sa. E questo fa parte del gioco. Lo stupore, il dubbio, gli interrogativi che si aprono, ma anche le reazioni di sdegno o perplessità, sono ciò che spesso l’artista si aspetta, per il sol gusto di accingersi ad affaccendarsi in altre faccende, mentre tutto questo succede per merito di coincidenze circoscritte nell'ambito materiale invisibile.
Vado in pellegrinaggio, affitto una bicicletta.
Fine del riempitivo. Scusate per la prolissità e la presenza.
24 giugno 2014
WASABI
Mi sono imbucato a quella mensa cui non ero degno di partecipare. Già, perché l’arte
d’imbucarsi non si limita certo ai matrimoni o alle feste. Si
può applicare anche per una qualsiasi cena. A ragion maggiore per l'ultima. Conoscevo
il programma degli altri e mi sono fatto trovare lì, col gruppo, sul luogo prestabilito. Cena a base di sushi. Moltiplicato. Ma voltiamo pagina. Anzi: strappiamola.
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