Nell'inconscio ci sono cose vere, cose verosimili e ci sono delle falsificazioni che l'inconscio crede essere vere. La differenza che c'è tra l'ipocrisia e la falsa coscienza e la menzogna sta che la menzogna è consapevole, l'ipocrisia è anch'essa consapevole, la falsa coscienza è una menzogna che viene raccontata a sé stessa. Molto spesso quando si racconta una bugia, la si racconta in modo talmente efficace a sé stessi, soprattutto quando ci si trova in una situazione ad altissimo stress morale, dal finire addirittura col creare una costruzione che convince persino il protagonista della menzogna. E' chiaro che ci si ritrovi in una zona umbratile, crepuscolare, oscura e non stupiscono certi comportamenti, anzi sono molto frequenti, altrimenti interrogatori e perizie non sarebbero semplici.
24 marzo 2021
27 febbraio 2021
IRREFRAGABILE ASSIOLOGICO
Per ricondursi non serve ricomporsi ma spesso viene inteso in questo modo. Il ricomponimento spesso non è la soluzione migliore, soprattutto quando è eccessivamente datato. Bisognerebbe spiegarlo, ma anche a farlo, c'è di mezzo un'ottusità callosa. Una ricomposizione si vede, si nota, si percepisce e a ben vedere fa anche un po' schifo. Il ricondursi è bello. Per chi lo fa e chi lo vede. Sono un capo di bestiario.
27 gennaio 2021
DISAMINA PANZANA
Nella liturgia di ogni crisi, i tempi sono fondamentali. Possono sia aggravarla che risolverla attivamente o passivamente. Sarà solo un brusìo ai margini della lateralizzazione ma davvero, fateci caso.
11 dicembre 2020
INTERVISTATORIALE
3 novembre 2020
SEMPLICISMI VETTORI
Gestire il proprio potere è essere autonomi. Autonomia è darsi le proprie regole e riuscire a seguirle. L'incapacità di fare questo produce sempre, per proiezione, qualcuno che gestirà il nostro potere per noi. Detto chiaramente: non abbiamo alcun potere sull'esterno se non sappiamo gestire impulsi, emozioni e pensieri. Se non sappiamo darci una disciplina e rispettarla non svilupperemo mai l'energia che occorre per cambiare davvero la nostra linea di vita.
9 ottobre 2020
GNOMICO COMPUTO
Nei circoli spirituali è abituale sentir dire che si dovrebbe avere un ego, prima di perderlo. Io penso che sia più corretto dire che l'ego debba essere simultaneamente rafforzato e disidentificato. L'ego deve essere rafforzato, dal momento che la sua forza non solo alimenta la nostra pratica, ma è il meccanismo attraverso cui molti frutti della nostra pratica sono espressi, ma, allo stesso tempo, deve essere progressivamente scoperto per ciò che è. Il rilascio del controllo dell'ego non è un processo lineare in cui l'ego ci domina sempre meno. Per fare in modo che questo accada, l'ego deve essere a volte espanso, a volte ridotto. Bloccarsi nella continua costruzione dei nostri ego con l'idea che a un cero punto, in un futuro lontano, si faccia il lavoro di disidentificazione è una trappola, come lo è cercare di staccarsi e trascendere l'ego prima di essere preparati a farlo, aggirando prematuramente il necessario sviluppo umano.






