Promuovendo un pensiero che lascia liberi di intendere quello a cui si è pronti, preparati e capaci d'essere e dicendolo per correttezza, perché mi piace sottolineare ciò che è ambiguamente preciso, morfosintatticamente mi induco ad inesattezze di stile o di tecnica, per lasciarmi guidare da un'esegesi ludica. Senza ipotesi ed in estrema sintesi. Salvo in rare occasioni in cui sono concentrato a delineare un po' di acume in un mare di banalità. Comunque nulla che mi tanga davvero.
23 giugno 2016
5 giugno 2016
PREFISSOIDE ADERENZIALE
Domanda banale: dove inizia e dove finisce la realtà? Domanda altrettanto banale: dove inizia e finisce la nostra libertà? Nel senso, fino a che punto i nostri gesti e le nostre scelte sono influenzati dai media? Fino a che punto abbiamo concesso alla TV di prendere posto nelle nostre menti? O ad internet, oggi? Segni di un tanto declamato declino? Non lo so. E nelle luci che intermittenziano la piccola percezione che resta, vado a cercarmi le risposte su Google.
18 maggio 2016
ARCUATARSI
Le situazioni quotidiane che mi appaiono sempre più nettamente come distorsioni atte a completare un quadro statico, hanno sempre quel nonsoché che non saprei, stipate di dettagli che fanno la differenza ed eccezioni che smentiscono risolutivamente la regola. Può darsi che io non sappia cosa dico, ma so benissimo quello che scrivo.
12 aprile 2016
DEI CARI DIARI
E tutto ad un tratto, rivelazione: da bambino non sapevo a che servisse lo scopino del cesso. Credevo fosse un ornamento, con la sua testa di porcospino eternamente a mollo in una scodella immacolata. Mi era familiare e letteralmente insignificante. A volte lo trasformavo in un giocattolo, uno scettro che brandivo seduto sul trono. Questa ignoranza dipendeva dal fatto che la cacca dei bambini non si incolla o si incolla pochissimo al water. Scivola giù da sola e sparisce nella cataratta senza lasciare tracce. Resti d'angelo. Niente scopino. E poi un bel giorno la materia ha il sopravvento. Oppone resistenza. Ecco perché ci feci caso. Non le si da molta importanza fino al giorno in cui l'adulto di turno ti fa notare la cosa ed esige che tutto venga pulito. Quando è stata, allora, la prima volta in cui ho fatto il gesto di passare lo scopino, che oggi si impone tanto spesso? L'evento non è mai stato consegnato in nessun diario o brogliaccio. Eppure dev'essere stato un giorno importante della mia vita. Una perdita dell'innocenza. Una lacuna del genere conferma i miei pregiudizi nei confronti dei diari intimi: non registrano mai niente di significativo.
25 marzo 2016
TELESCOPIA
Ogni volta che il mio corpo si manifesta alla mia mente, non sempre mi trova preparato alla sorpresa del giorno. Di tanto in tanto mi allungo per toccare le cose che non ci sono e ci riesco magnificamente. Il nulla, stretto tra le mani. Spesso si può dimostrare con metodo scientifico qualcosa che non corrisponde alla realtà.
12 marzo 2016
29 febbraio 2016
INCULCHI SCENOGRAFICI
Ventinove febbraio: una verità che si capta senza artefizi, manipolata ad uso del pubblico. Nelle scene si vedono gli attori in quanto esseri ricreati e straniati. Ci si cala nella parte. La sensazione che ne si riceve, è la risultante di una corretta impostazione scenica ed interpretativa.
Sì, ok, io le do del lei, ma lei, cosa mi dai?
Iscriviti a:
Post (Atom)







