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27 gennaio 2010

SCONQUASSO ETICO

Estemporaneo ma definitivo.
Esistono codici a barre che restituiscono l’informazione contenuta sotto forma di tavolozza, su cui i colori primari vengono ingovernabilmente amalgamati nei recessi della mente lungo il corso degli anni. Esistono componenti grafici a contrasto, mischiati ad acqua su qualche appezzamento epidermico, che, spontanei come un profilo sottile, sbattono sulle espressioni. Esistono effetti sonori che esprimono inconsapevolmente i propri pensieri a voce alta e mi deconcentrano. Annuisco.

17 gennaio 2010

IL BUCO DEL TUBO

In questo groviglio di dita altezzose ebbre di caffeina, delle umane cianfrusaglie faccio motivo di sorriso. Tra mille tracce disattente di strafalcioni ed altri orrori ortogonografici, avrei una cosa sola da dire e riferire, ma non lo faccio. Preferisco fare della parola un sorriso e danzare. Alcuni volumi mi fanno cantare a gola squarcia. Consiglio ovatta per i propri timpani. Poi ne riparliamo, casomai.

4 gennaio 2010

PSICOARITMIA

Mi pare esplicito, ma chiarisco alcuni punti. Questo blog sembra scritto da un pazzo, rinchiuso in una cella ed imbottito di sostanze da stupefazione con contratto a tempo determinato. La questione è un dato di fatto: quando le mie attività cerebrali si scindono e si rendono indipendenti l'una dall'altra, perdo il controllo di me, degli altri me ed anche di io, che è un altro e che agisco soltanto. Ma non finisce qui. Divento più spavaldo e paraculo del solito e faccio un vanto di questi momenti, eseguendo soliloqui mimati teatrali. Ghiaccio e limone.

30 dicembre 2009

PARENTESI GRAFFETTA

Questa notte lascio la porta spalancata, cosicché i sogni possano attribuirle il concetto di entrata o uscita a proprio gusto. Ma pensa un po’. Sostare ai lati, per piacere. Ah si, i buoni propositi: sempre dritto, in fondo a destra.

24 dicembre 2009

INFILTRAZIONI CEREBRALI

Centesimo post ed infossata riflessione: il cervello è fatto a circonvoluzioni. Per questo può produrre solo roba contorta.

Narrando la storia senza il peso del silenzio che trasforma le immagini e le nasconde ai negativi su cui perpetuarle, per un'onestà che costa cara alla ragione, ma è il cuore a dettarla, mi infilo nei cunicoli delle riflessioni acide, in cui rimuovo l’ente materiale dall’autoscatto psicologico e lascio sia una tela nera a comunicare, non la solita boriosa espressione. Mixo il tutto con incoerenza e persevero nelle ombre notturne, a lato dei confini. Non potrei fare altrimenti. †

17 dicembre 2009

LUDICIDIO

Post numero 99: strizzo la mente tra le mani e realizzo con lentezza che non è colpa mia.

Subito dopo essermi legato alla sedia e tappato la bocca con del nastro adesivo, immucidisco. Dico sul serio: immucidisco! Potrei anche non farlo, ma mi diverte immucidire. Quasi quanto spingere la coscienza in quell’abituale condizione in cui riesce a distinguere il dato tradizionale solamente dal lato inconsueto.

10 dicembre 2009

ECO A RINCULO

Ventidue__minuti __alla __brace.
Ogniqualvolta una congiunzione subordinativa temporale s’incaglia in una struttura a ragnatela, in cui tutte le linee convergono verso un centro, un gorgo, congiuntamente a tratteggi ortogonali con i quali sono attuabili ardimentose associazioni di idee, non esprimo nulla. Ma non il nulla in sé, quanto le sue modalità d’agire, piuttosto. Il distacco preterintenzionale dalla realtà è sottinteso.