Otto e otto, sedici.
A parte il prorompente desiderio di sentirsi arcobaleno tra le nuvole, nutro anche quello di adagiarmi sugli allora. Che qui si banchetta con il mio arto superiore destro. E la cosa non va mica bene. A me, per lo meno. Prendetemi sempre sul ridere, che da prendere sul serio, ce ne sono già noiosamente troppi.







