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6 giugno 2014

VELATAMENTE VELLUTATO


 
Ogni punto di riferimento è proporzionalmente casuale al volutamente fortuito:



Non fecero mai l'errore di optare per sonorità più modulate sull'assenza concettuale e maggiormente formalizzate in curve biodinamiche assimilabili armoniosamente alla velocità con cui il mondo attraversa questo tempo, praticamente inutile, che li avrebbe resi meno interessanti, ma sicuramente più attraenti.

30 maggio 2014

ARCHETIPI ONIRICI

 
Oh Cantico delle Creature dalle scale arabe, questo mio approccio non è stato capito. Intendo quello legato alla vicenda delle mie rotazioni planetarie in contromano, altresì chiamasi giramento di palle. Ci metterò più trasporto, del tipo che i globi osservatori balzeranno dalle orbite e lapillerò saliva esprimendomi.
Per ora è tutto. La banda suona durante e subito dopo la fagiolata.

10 maggio 2014

FINALE CORROTTO

 
Tutto è bene quel che finisce bene se solo fosse finito bene. Ma questo non lo so. Si, perché gli ultimi istanti non li ho visti e me lo sono perso, il finale. Eppure avevo gli occhi aperti e li stavo vivendo. Ero dentro di me a pensare come al solito. Certi finali non si ripetono. Strizzo le tempie abbastanza forte da far affiorare i dotti dove scorre la linfa. Il finale me lo architetto da solo.

4 maggio 2014

COMMEDIANTE EROGENO


In ogni falso si nasconde sempre qualcosa di autentico.  Nel simulare l'opera altrui il falsario non resiste alla tentazione di metterci del suo, spesso è una minuzia, un dettaglio, un tratto insospettabile in cui l'autore del falso finisce per tradire se stesso rivelando una propria e autentica sensibilità.

24 aprile 2014

SARTA DA PARATI


Non volevo evaporare, ma sapevo di essere vicino al punto di saturazione. Sentivo addosso le scanalature, che mi facevano angoscia perché avevo la certezza che presto si sarebbero riempite di infiltrazioni. Provai a censurarmi, a compensare coagulando. Fu allora che la Deplorazione si sollevò e, indicandomi, proruppe: "Suturatelo!". Venni allora ricucito e ricoperto di carta e colla, imbrattato di resina. Con le mie due pelli, divenni un complemento umano, un misero telegramma sottocutaneo. La controfigura di qualcosa di nudo.

30 marzo 2014

DICERE MALE


 
Se le cose che io dice a me potessero parlare, cosa direbbero alle cose che me dice a io?
Una metacondizione psicoticizzante. Un po' come quella del diavolo nero che non esiste, ma che intanto m'aspetta tutti i giorni all'uscita da lavoro, appoggiato alla macchina.
 
A proposito, se mi stai leggendo, sappi che potresti portarla a lavare, qualche volta. Ti lascio le chiavi.

26 febbraio 2014

MAMMALUCCHISMI QUALIFICATIVI

Le cose si dissiparono quando al mio amico immaginario diagnosticarono un disturbo schizofreniforme di entità incerta. Di identità, nemmeno a parlarne.


Dato che l'uomo è incapace di conciliare pensiero e materia, tende a conferire una sorta di concretezza alle idee, non sopportando il concetto che quello che è puramente astratto esista soltanto nel nostro cervello.
Facendo due conti, a me non tornano. Ma magari ad altri si.
I torni contano.