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20 gennaio 2014

FRUTTA E LORDURA


Il mondo si divide in due categorie di stronzi: quelli che lo sono davvero e quelli che pensano di esserlo. Non do una risposta a riguardo perché, oltre che stronzo, ci tengo ad apparire ostentatamente enigmatico. Fa tutto brodo. Anche il volersi convincere di essere così bravi a portare dalla propria parte persone di cui non ci si rende conto che questi dicono “sì” davanti, per poi percularli quando se ne vanno tutti convinti di aver fatto la loro buona azione quotidiana, pensando di aver portato qualcuno dalla propria parte, di aver indicato loro la strada maestra da seguire, che non contempla atti di pensiero autonomo.
Oh, io sono dalla loro parte, eh. Specie quando stanno girati di culo.

15 gennaio 2014

LEMMISGOMBRO

Insopportabile il silenzio che esce dalle teste abitate da una sola mente.
 
 
Mi spiace creare l'illusione che il tempo a disposizione per questo spazio angusto sia maggiore di quanto lo sia davvero, non vogliatemene, ma, postare di più nel mese di gennaio, è per me una consuetudine, oltre che una necessità. E un'ossessione.
Cose da dire, o scrivere, ne avrei, ma questo è il caso in cui vorrei trasmettere che da dire non ho proprio nulla e, se anche lo avessi, non lo direi. Non si tratta che taccio e acconsento, però. Al massimo annuisco. Dopotutto non sarebbe la prima volta che provo a scrivere del tutto non dicendo nulla. O viceversa, è soggettivo. Concludo questo riempitivo: lo si consideri, dunque, sgombro di lemmi. Lemmisgombro.

11 gennaio 2014

GHERMINELLA ALTORILEVATA

 
Quanta la vergogna provata dal blocco di marmo grezzo, al momento di entrare nell'atelier del famoso scultore. Come non sentirsi tutti quegli occhi bianchi di statua puntati addosso? Era l'ultimo arrivato, qualcosa che non era nemmeno un corpo. Ne aveva sentite tante di storie. "Non ti preoccupare, erano così anche loro". "Bisogna pur partire da qualche parte". "Lo scultore è colui che sa tirare fuori la scultura che è già dentro la pietra". Si chiedeva quale scultura ci fosse dentro di lui. Se fosse stato in grado di rimanere immobile durante i colpi di scalpello. Sentiva il rossore della vergogna salire verso la superficie. Diventava marmo rosa.

16 dicembre 2013

INTERRANDO EFFLORESCENZE

Fare silenzio è una forma impegnativa. Dà l'idea di una piccola opera di meccanica, come costruire la sorpresa trovata dentro un ovetto di cioccolato. Solo se fondente amaro.
 
 
Se la materia fosse una macchinazione della mia immaginazione, avrebbe solamente due stati. Solida, quando immobile e connessa a se stessa, e gassosa, quando mobile e in continuo allontanamento. Chiedendomi come sarebbe uno stato intermedio, immaginerei una mistura eterogenea di solido e gassoso, come rocce frizzanti o pietre con le bollicine. Così mi immagino, agglomerato di stare solo, costellato di particelle di stare insieme. Ergo, se una relazione non fosse una immaginazione, potrei riempirla e prenderne la forma, diventandola o facendomene guscio. Placido, come il lago di un vulcano.

4 dicembre 2013

CONSCIO SCONCIO

Ti concimo per le feste.
 
 
Un'autoanalisi del tutto errata per cui anche la valutazione e il concatenato indirizzamento cosmico sono errati si nota sin dalla camminata dell'entrata in scena. Accondiscendono ad un qualcosa con aria di superiorità, facendolo pesare come un dono prezioso, convinti nelle loro ottusità, autocostretti in una gabbia intellettiva becera. Spingono in ogni direzione la propria personalità camaleontica, banderuolica, in base ad una massa quantificata con delimitati canoni di qualifiche ed etichette con tanto di scadenziario datato.

22 novembre 2013

ARTERIA ARTISTICA

 
Uno stato emozionale di esaltazione intensa ma infondata che si è manifestato con un eloquio inarrestabile, una fuga delle idee, distraibilità e impeti di attività senza scopo, il tutto condito con confusione circa l'ora del giorno, la data, la stagione, il luogo e il chi. Come chi? Io. E Me.
Se qualcuno lo sa e può, di grazia, me lo dica.

Dottore, un antidolori al fico, faccia presto. Nell'indugio, trangugio.

21 ottobre 2013

S'ANONIMO



L'Esso Blog è proprio strano. Ci sono parolacce, immagini orrende, gente stupida e, alle volte, ci sono anche io.  Per questa ragione e molte altre, alle volte, passo di qua. Ma quelle alle volte è come al gioco l'ostinato giocatore, come alla bottiglia l'ubriacone, come i vermi alla carogna. Sostengo, dunque, di avere il diritto di stare qua. Se non lo avessi, ma stessi qua lo stesso, mi verrebbero le gambe corte e il naso lungo e Io non si assumerebbe nessuna responsabilità di nessun tipo.