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23 dicembre 2018

CALCIO E CONVERSAZIONE


Ogni giorno mi accingo a compiere le ventidue azioni che un umano adulto deve compiere per riprendere il proprio posto al mondo. Riatteggiarsi a bipede, lavarsi, vestirsi, calzarsi, riempirsi le tasche di oggetti rituali, controllare che niente manchi e così via. L'uomo primitivo, invece, doveva fare solo tre cose. Alzarsi con cautela, per non dare una testata nella caverna e pisciare. A volte le due azioni erano contemporanee. Non doveva togliersi il pigiama e vestirsi, perché il vestito notturno e quello da lavoro erano gli stessi: una pelle di bufalo o di altro donatore. La terza azione era grattarsi il cranio e constatare l'assenza di dentifricio, di una caffettiera, di un tostapane e di altre future ideazioni. Così, deluso ma leggero, usciva dalla caverna per una nuova giornata. Il passaggio fondamentale dalle tre azioni fondamentali del pitecantropo alle ventidue dell'umano medio, si chiama civiltà.

12 dicembre 2018

ESIBIZIONE D'ASTROMELIE



Sono la sicurezza, sono la forza in persona. Quando parlo in voi, vi faccio capire che non esiste alcuna debolezza. Finché non mi avete visto, conoscete soltanto l'insicurezza. Non avete il potere di fare, di esprimervi, di opporvi: siete soltanto vittime. Ma con me ogni vostro timore svanisce. Smettetela di esitare e sminuirvi. Nessuno può costringervi a fare quello che non volete fare. Le mie leggi sono le leggi dell'Universo in azione. Quando non ci si oppone a esse, sono infinitamente pacifiche. Ma quando si disobbedisce, sono terribili. Sono capace di scatenare la malattia, l'infarto, i tumori, le cirrosi. Se non obbedite alle mie leggi, posso distruggere. Ho il diritto di uccidere. Ma se siete malati ed io abito in voi, vi farò superare i dolori e le difficoltà, vi farò annientare gli ostacoli. Sono la salute occulta in un corpo dolente.
Sono invincibile. Non temporeggio durante i conflitti: combatto. Non mi arrendo mai. Sono la certezza. Nessuno può rovesciarmi dal trono.
Sono un fulcro, riordino tutto intorno alle mie leggi. Faccio regnare l'ordine con tutti i metodi, dal più morbido, al più feroce. Quando abito in voi e incontrate un altro Imperatore, uniamo le nostre forze. Nessuna concorrenza è possibile, non esiste lotta tra Re. Sono un archetipo unico che risiede in ciascuno di voi.
Quando mi manifesto nel vostro corpo, siete in pieno equilibrio, non potete inciampare. Con me, il corpo è il centro dell'Universo, viene sostenuto da una forza immensa e può far fronte a qualunque evenienza. Sono terribilmente tranquillo. Quando mi installo nella vostra bocca, nella vostra muscolatura, le parole sono esatte e non tremate. Tutto in voi si acquieta: la vita organica, i pensieri, i desideri, il cuore, la memoria, il tempo, lo spazio.
Collocatemi nel vostro centro come una fonte inesauribile, come la radice dei vostri futuri voli. Allora l'angoscia non vi impedirà di vivere o di realizzarvi, l'impotenza e la pigrizia non domineranno le vostre azioni. Il timore della miseria non si opporrà al vostro lavoro, sarete capaci di costruire la vostra prosperità. Le tempeste emozionali non vi distrarranno dalla vostra opera, il dolore e la malattia non vi impediranno di sentire la vostra forza, nulla potrà spezzare la vostra concentrazione.
Le reticenze intellettuali, la timidezza, l'identificazione del ruolo di vittima, le sofferenze del passato, la cattiva immagine che avete di voi, nulla di tutto questo vi impedirà di incontrare me, il vostro Imperatore.
Se un'educazione venefica o un sistema di valori nefasto hanno impresso in voi  false leggi, regole inutili, rimuovetele! Stabilite le vostre regole, il vostro sistema di lavoro, le vostre azioni basandovi sulle leggi che vi rivelo. Sono qui, appaio, e dietro di me viene tutto un esercito, il sole, le stelle, le galassie. Vi proteggo e vi esorto ad essere forti.
Sono il vostro guerriero interiore, colui che vede le vostre debolezze e non si lascia indebolire. Là, dove si conosce passato, futuro e a volte anche il gerundio.

1 dicembre 2018

MICROCHIP ELEMENTALE


Facendovi capire che ho capito che avete capito, pensavo all'antitesi del funzionalismo degli status symbol, progettati all'obsolescenza programmata nella quale, in un modo o nell'altro, per un motivo o per qualsiasi altro, di questi tempi s'inciampa, nonostante gli sforzi di tenere a distanza l'aromatico speziato del liquame dell'intoppo. Pur'io ho il viscido versante che hanno la maggior parte degli automi che modellano il proprio favo, quaggiù, sulla Pineta Terra. E definirlo favo è sin troppo nobile ed elegante, lo uso solo perché segretamente ripongo ancora qualche speranza. Ora mi tolgo dal cavillo, grazie per i ringraziamenti.

20 novembre 2018

FARISAICISMO


Lo dico pubblicamente: io... sto morendo. Sto per morire. No, non adesso, non questa sera. Voglio dire, prima o poi. I miei attacchi di panico stanno diventando sempre più frequenti e più intensi. Ma non le prendo le stramaledette medicine, non mi faccio offuscare la mente da sostanze chimiche fintanto che riesco ad avere un'esatta visione d'insieme in questa vergognosa, violenta, prevenuta, illetterata, sessualmente repressa, dai comportamenti formalistici, ipocriti, dettati da finto zelo, società. Dove caspita è il mio brandy?

7 novembre 2018

L'OBLIATO DESUETO


Ci sono voci che sussurrano, che se le si vedessero lo farebbero con un lieve movimento delle labbra, in modo che chi è discosto senta nient'altro che un leggero sibilare, e occhi che guardano con la loro coda. Stanno decidendo chi sono e come sono. Senza nemmeno conoscermi. Non che la cosa mi pregni sotto il sedile, ci metto un attimo a riconciliarmi. Con il mio me inespressivo.

4 novembre 2018

ROCAMBOLISMA


Dal punto di vista contenutistico della non educazione che a volte ci appartiene per goliardia, contro le leggi di qualsiasi manuale del bon ton, ma mai senza mancanza di stile e dignità, occorre essere viaggiatori della vita per comprendere e cogliere ciò che si nasconde negli angoli meno affollati e non dei meri turisti che l'attraversano guardandosi pigramente intorno e scattando fotografie. Cazzo!

30 ottobre 2018

MANICURE


Cominciarono con il togliermi le unghie dalle dita. Tutte le unghie, da tutte le dita, anche da quelle dei piedi. Un effetto fu meno immediato del dolore, ma più insopportabile: non seppi più raccogliere gli spilli caduti sul pavimento. E grattar via i miei pruriti divenne una faccenda ingrata: ogni volta dovevo munirmi di oggetti appuntiti o ruvidi, che i polpastrelli nudi non mi bastavano più.

7 ottobre 2018

INSETTICIDIO


Ve lo dico ridendo grassamente: ogni volta che, senza accorgermene, pesto o schiaccio un insetto, mi rendo conto che, se Dio esistesse davvero, sarebbe proprio così, a nostra perfetta immagine e somiglianza nella somiglianza dell'immagine: assolutamente sbadato e indifferente ai molteplici e sin troppo frenetici esserini come noi che, voraci e brulicanti insetti umani, infestano a sua insaputa questo mondo. 

30 settembre 2018

GLI SGOCCIOLI



Faccio cura ai dettagli, alle inclinazioni vocali, alla enfasi e scale con le quali vengono pronunciati accenti e coniugazioni temporali, presto attenzione alle banalità che banali non lo sono mai, banale è chi non cade nel naufragar delle piccolezze abnormi. Fate caso ai dettagli, perdetevi e ritrovatevi nelle fossette di un sorriso, nelle rughe che si creano accanto alla coda dell’occhio, nei movimenti delle mani spazientite, nei battiti cardiaci che distinguono la menzogna dalla verità, perdetevi altrimenti siete persi.

10 settembre 2018

CHIMICA GENETLIACALE


Non sono riuscito a farlo nei giorni scorsi perché sono stato coinvolto in una testimonianza corroborata da una derivante da una fonte diversa e dimostrante che per creare forme soggettive non è necessario fornire una forma distinta ai nostri pensieri tramite il potere dell'immaginazione, quindi lo faccio ora: questo blog ha compiuto 10 anni.

26 agosto 2018

CILINDRO A CAPPELLO


Quando si parla di talento, di dono o di un compito, non si dovrebbe parlare di un ruolo nella società, di un'etichetta che ci si può o deve addossare, in modo da trovare una collocazione sociale, come se si dovesse svolgere una mansione. Non è una mansione fine a se stessa che si cerca, ma si sta cercando il proprio io. Ed ogni essere umano è unico, riesce ad esprimere se stesso in un modo unico ed è questo modo unico che ognuno ha bisogno di cercare. E' quella unicità che tante volte non si valorizza, per il semplice fatto che fin da piccoli iniziamo ad essere abituati a non dare valore a chi siamo. Poi magari non è così, ma a me piace pensarlo. Ed anche ad io.

1 agosto 2018

SILLAPSISMA


"Perché sorridi?" chiese la luce della finestra illuminata all'ombra dell'uomo solitario. "Perché oggi, come è stato ieri e come sarà domani, potrebbe essere l'ultimo giorno in cui lo faccio" rispose l'ombra dell'uomo solitario alla luce della finestra illuminata. La luce della finestra illuminata sorrise insieme all'ombra dell'uomo solitario.

19 luglio 2018

RIFLESSIONE QARANTENNALE


Se voglio trasformare il mio carattere in meglio durante questa passeggiata corporale, devo prima di tutto apprendere a conoscere gli scopi  più elevati dell'esistenza, tendendo ad un ideale più sublime, da realizzarsi entro il mio stesso Io. O i miei stessi Me. Dopo di ciò non dovrò fare altro che allontanare qualsiasi cosa sia d'ostacolo alla realizzazione di tale ideale. Se lo proteggo solamente nella sua opera, esso realizzerà unicamente tale opera e senza la mia attiva cooperazione. Non devo perseguire, desiderare, creare, inventare o costruire il mio ideale, ho solo bisogno di permettere a ciò che già esiste di divenire una  realtà in me. Ma prima di allora, mi voglio divertire ancora un po'. Perché, l'ho già detto, essermi è una delle cose più divertenti che ci sia.

2 luglio 2018

አዋኪ


All'inizio di questa storia piove, perché ogni storia, per iniziare, ha bisogno di eventi che ne introducano il tono e non impediscano lo svolgimento. In questa storia, ci sono delle cose che non mi piacciono. Alcune mi infastidiscono, altre mi annoiano, altre mi innervosiscono, altre ancora mi fanno proprio incazzare. Ma piuttosto che far vedere che mi lamento, non mi faccio vedere più.

24 giugno 2018

DINAMISMO ATASSICO


Noi e disinvoltura, postulando sia dominabile, che ad un'altra età, durante un'altra mattinata, non me ne sarei accorto, dovremmo tutti essere un po' quadrifoglio, anomalia curiosa divenuta simbolo dell'ingannevole fortuna, che non andrebbe colto, ma cercato e desiderato.

7 giugno 2018

DISSONANZA COGNITIVA



Quando si cerca di entrare in un gruppo, più le barriere sembrano insormontabili per entrare a farne parte, più la riuscita nell’inserimento sarà apprezzata. Per risolvere la dissonanza cognitiva dei paletti che si sono dovuti superare, e la realtà che poi quel club o gruppo si rivela mediocre, ci convinciamo che il gruppo di cui facciamo parte, sia infatti, fantastico.
La gente sa interpretare le stesse informazioni in modi radicalmente diversi per sostenere le proprie visioni del mondo. Quando dobbiamo decidere la nostra visione su di un punto controverso entra in gioco la dissonanza cognitiva, dimentichiamo come stanno le cose realmente e le sostituiamo con delle nostre teorie e i ricordi che più si adattano ad esse.

25 maggio 2018

TRABELENGUA



Uno dei discorsi che ho sempre ritenuto più interessanti del Vangelo, riguarda le cosiddette "perle ai porci": “Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi” 

Si tratta di un suggerimento che contiene un principio meno banale di quanto possa sembrare, soprattutto da quando è entrato nell'uso comune - impoverendosi.
L'Oracolo di Delfi suggeriva a ciascuno di conoscere il proprio limite, conoscendo se stesso. Spingersi oltre significa macchiarsi di tracotanza - Ubris. 
Il donare "perle ai porci" scatena la "vendetta degli Dei" e crea Ubris: si tratta di un atto insensato che non solo non migliora la vita del "porco" ma che ne provoca altresì la rivolta rabbiosa.
Il "porco" - per proseguire l'allegoria di Matteo - non ha alcuna colpa per ciò che è; il detentore delle "perle" tuttavia può scegliere responsabilmente se "dissacrare" o "conservare".
La "perla" infatti non muterà la natura del "porco", che la ingurgiterà e la calpesterà come fosse sterco. La colpa è di chi l'ha donata illudendosi che potesse provocare un mutamento.
Nel Liber Legis si legge che la compassione è il vizio dei Re: la capacità, cioè, di entrare in empatia con tutti (soprattutto con il "porco") è un segno di delicatezza d'animo propria di chi ha Perle in sé (il Re); tuttavia se mal esercitata questa capacità diviene un vizio che poggia sull'illusione - in fondo egoistica - di poter aiutare "il porco" dando una perla. 
Cosa fare, allora, quando si realizza di aver ceduto all'illusione di un mutamento strutturale? 
Di aver dato, insomma, "perle ai porci"?
Niente.
Certamente non lasciarsi prendere dallo sconforto: se il Re non si accorge di avere intorno "porci" la colpa è sua... mica dei "porci"!
Ritirarsi, in silenzio, dunque e osservare il mondo, sempre ben considerando che "chi ha più giudizio" incorre nel dovere etico di impiegarlo bene.

29 aprile 2018

RITRATTO GEODETICO


La banalità ci seduce con l'abitudine, ci conquista col conformismo e ci sfinisce con l'apatia. La Felicità non cade dal cielo; la Felicità è una scelta. Anche l'essere entusiasti è una scelta, non una cosa che capita. Bisogna combattere per rimanere degli entusiasti e dei sognatori; bisogna combattere con e contro se stessi per non cedere a quel pragmatismo, quella prudenza, quella praticità, quel "buon senso" che ci invecchiano dentro. C'è la vita con i suoi alti e bassi; ci sono i problemi di salute; c'è il lavoro. Però c'è anche la voglia di Vivere, quella vera, la sete di creare storie sempre nuove per se stessi, da raccontare e tramandare. Sono due forze contrapposte e vince quella che più viene nutrita, però la prima è più famelica poiché poggia sul mondo concreto, sulla stanchezza, sulla ragione, sulle preoccupazioni ingurgitanti; la seconda è più lieve, astratta e impalpabile. Basta smettere di considerarla per poco tempo e la sua fiamma si esaurisce, si spegne in un mare di giustificazioni, di pratiche considerazioni, di assennatezza.

19 aprile 2018

OTIUM


Credo che per essere all'occorrenza una buona guida (un buon docente, un buon genitore, un buon amico, un buon capo, un buon consigliere, un buon compagno di vita) sia essenzialmente necessario essere sereni, essere cioè portatori di gioia. Non di "contentezza", che è una emozione passeggera, molto gradevole ma poco significativa. La gioia è un sentimento molto raffinato e, per gran parte, inconsapevole. Sta in fondo al nostro essere. Ed è un prodotto culturale, si apprende per lo più dall'esempio. Avere genitori infelici, docenti infelici, amici infelici, compagni di vita infelici non aiuta a sviluppare la gioia. Però, come diceva Pasolini, davanti a un orrore, parte della colpa è del "padre" e parte è di chi non ha saputo essere migliore di suo padre. "Vissero infelici perché costava di meno" disse genialmente Bompiani. La gioia costa, infatti, tanto. Innanzitutto costa la fatica di accorgersi di non esserlo e non è una questione da poco, visto che in genere apre le porte di un Inferno che nessuno ha voglia di visitare. Poi costa tempo, perché non è che la gioia si capisca subito: bisogna infatti anche capire cos'è, la gioia e ci vuole anche una certa intelligenza. Poi costa tanta, tanta pazienza, richiede di mettere da parte la fregola della ricompensa, l'ansia del risultato, la brama egoica del feedback positivo adatto ad addestrare le bestie da soma.
Perciò, come può lamentarsi dell'infelicità chi non fa altro che costruirsela giorno dopo giorno? Per lo più, l'infelice è chi ha bisogno di non avere tempo libero: non sto dicendo che infelice è chi non ha bisogno di tempo libero, sto dicendo che infelice è chi ha bisogno di NON aver tempo libero, perché diversamente nell'otium gli si renderebbe chiaro il fatto che la sua esistenza non ha alcun significato. 
Serenità è formazione, continua. "Scuola" vorrebbe dire "tempo libero" e non è un paradosso ma la verità: l'otium è la capacità di dedicarsi a se stessi, non lo stravaccare sul divano dopo una settimana infernale che, in parte, siamo costretti a subire e in parte ci cerchiamo, per non stare con noi stessi, per non scoprire che stare con la nostra famiglia è insopportabile, per non realizzare che non siamo ciò che siamo ma ciò che facciamo. 
Ma dunque, chiunque si lamenti dell'infelicità, abbia il coraggio di chiedersi se un gran lungo periodo di "otium" sarebbe il Paradiso. O l'Inferno.

9 aprile 2018

ANTICUADO


Troppo spesso i percorsi iniziatici sono il rifugio di persone con seri problemi psichiatrici. Da luoghi in cui portare a termine la reintegrazione del Sè si sono trasformati in sostituti di una identità che non si riesce a raggiungere in proprio; in valvole di sfogo per autorizzare la propria rabbia verso il mondo, il proprio sentirsi diversi perché isolati e incapaci di accettare l'alterità. Questo è pericoloso: non solo non aiuta chi si rivolge entro questi termini a un percorso iniziatico, ma distrugge lo stesso percorso, trasformandolo agli occhi del mondo in un circo grottesco di scarti della società. È assolutamente necessario che chi ha la possibilità di farlo distingua e consenta l'accesso a tali percorsi solo a chi possiede un equilibrio psichico complessivamente non così alterato da trasformare la Via in una trappola mortale.

5 aprile 2018

LATORE CACOFONICO



Oggi sono stanco, di quella stanchezza profonda che emerge -a volte- al termine di una intera vita e che è pericolosa poiché rischia di vanificare ogni lotta e di portarci a dimenticare che bisogna resistere a tutto poiché, alla fine, non vi è nulla a cui resistere. E domani è quel giorno.

A volte, si invocano gli Antenati, poiché non siamo in grado di tracciare quel Cerchio che ci protegge dall'irrompere caotico del Sacro... Eraclito; Socrate... No, Platone, non ti posso includere in questo elenco, non ci riesco proprio più e mi dispiace, ma ti riconosco il merito di aver creato il pensiero occidentale; i "miei" del Messico; Bruno; Spinoza; Crowley; Nietzsche... Traccino loro, per me, il Limite della Necessità Universale, il tabù che mi tiene "al mio posto", che argina la Ubrys, che cede allo Sfidante della Morte. Il Sentiero dello Scorpione è davvero velenoso, all'inizio come alla Fine e alla Ruota dell'Eterno Divenire non ci si fa mai l'abitudine. Umano...troppo umano. Il terrore di essere Umano: ora, Antenati, ricordatemi la Meraviglia di essere Umano.

27 marzo 2018

MALEOLENTI ELLENISMI


L'Equilibrio, innanzitutto; un rifiuto del fanatismo e del dogmatismo. Questo mi guida, come un'esigenza genetica dalla quale non riesco a prescindere. Per questo mi scopro spesso a condividere con maggior piacevolezza il mio tempo con persone che propongono pensieri e ideali radicalmente diversi dai miei, ma lo fanno con grazia, equilibrio, intelligenza, serenità ed elasticità mentale. Preferisco di gran lunga costoro a chi potrebbe anche condividere i miei ideali, ma in modo illogico, fideistico, arrabbiato, rigido.

20 marzo 2018

SOLIPSISMO DIARIO



Rigidità mentale. Ah! La rigidità mentale! Una delle spie più evidenti di carenza di intelligenza e di capacità di apprendere attivamente qualsiasi cosa. Il rigido mentalmente non è noioso, cattivo, severo, è semplicemente tonto. Si fa trasportare qui e lì dalle norme che dominano, via via, i parametri sociali e le agisce meccanicamente, indiscriminatamente, ignorando del tutto il senso per cui tali norme sono nate e si sono sviluppate. 

Il rigido mentalmente non è mai guidato dalla Equità, ma solo da un senso di robotica "giustizia" che - se troppo uguale per tutti e per tutte le situazioni - diventa automaticamente ingiusta.
E qualsiasi idea, progetto, valore o ideale diventa idiota e grottesco quando agito dal rigido, dal tonto. Non vi è più differenza: la stupidità fa marcire ogni cosa.

16 marzo 2018

ESPINA


Mi sento come il venditore di palloncini sul luogo della catastrofe. Ogni sistema in natura è destinato a diventare più grande, più complesso, più dipendente. Ergo, inevitabile è il raggiungimento di un livello critico, sia esso nel sistema stesso o nei sistemi periferici, dopo il quale resta l'estinzione come unico orizzonte possibile. Vorrei che prendessi in considerazione l'idea di diventare sistema insieme e condividere le nostre estinzioni come una. Prenditi pure il tuo tempo, se serve a farti prendere anche il mio. Sai quanti paesaggi identici sono in grado di sopportare per arrivare fin lì? Quanti divieti e segnali di pericolo e intimidazioni a rispettare i limiti sono in grado di ignorare? Dimentica il fatto che nella mia testa continuino ad essere evocati disastri o i peggiori scenari possibili: sono dilettantismi di autodifesa. Lo so che non ti piace sentirtelo dire, ma quantificare è il segreto e la fine del segreto. Che chi dice che nei numeri non c'è l'essenza delle cose, non conosce i numeri o non conosce l'essenza delle cose. Se in quello che dico, in quello che voglio dimostrare o in quello che credo di sentire c'è qualcosa che i numeri non possano significare, allora troverai che nascosti tra noi ci sono i numeri più grandi che chiunque abbia mai provato a contare.

14 marzo 2018

TRIAGE B


Essenzialmente si travisa perché si è condizionati dalla dizione. Nel parlato c'è un che nello sguardo che aiuta, un tono, una gestualità coverbale o una espressione e che senza alcun dubbio esplica. Così non è più nello scritto.
Questi dialoghi brevizzati dagli spazi cmqizzano troppo. Che se fossimo zen, l'essenzialità andrebbe bene perché colmata dalla percezione, ma visto che nella materialità siamo colati a picco, il tutto diventa ascolto personalizzato, soggettivo.

20 febbraio 2018

DIA-LOGOS


Esiste una radicale confusione fra il rispetto per le idee ed il rispetto per le persone. Puoi non condividere e, anzi, opporti drasticamente ed in modo fermissimo alle idee di una persona senza - per questo - perdere la possibilità di stimare la persona e anche di amarla.
Vi sono certe ideologie che non solo non accetto, ma nemmeno rispetto (alla faccia della retorica...), ma mi capita di essere umanamente molto amico di persone latrici di queste idee. Questo, per altro, favorisce anche le reciproche idee, ciascuna in se stessa, poiché apre a un dialogo - dal quale non deve necessariamente derivare un concordato (la qual cosa indicherebbe un'accettazione dell'altro solo in virtù dell'ottenimento di un fine o di rispecchiamento), ma un puro piacere di "dia-logos", che COMUNQUE nutre la nostra umanità.

20 gennaio 2018

SGUARDAMI


Ha occhi grandi, grandi come cattedrali. Le ciglia travestite da guglie, che accompagnano via lo sguardo. Ti guarda e pensi che la tua immagine risuoni lì dentro come un'eco, che si rifletta due, tre, quattro volte in copie di te sempre più brevi e indecifrabili e alla fine vada a nascondersi in un angolo buio. Un giorno, un ocularcheologo paziente e certosino ti scoverà, con uno strumento ipersensibile, eco di eco.

15 gennaio 2018

EPITAFFIOLOGRAFANDO


Mi accingo a coltivare ironia per uso personale, per il sol gusto di scrivere "accingo a".