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24 luglio 2017

PROGRESSISMO MISONEISTA


Non è il potere o la capacità di rompere o piegare le leggi della natura, ma piuttosto di comprenderle nel loro segreto più intimo. Credo che per fare questo non sia sufficiente, ad esempio, la scienza, o la fisica che propongono un approccio prettamente razionalistico, che ci aiutano a comprendere la grammatica della natura, ma non i suoi significati più profondi. Ecco, si ritorna alla magia, quella vera, nel momento in cui razionalità e spiritualità, ormai scisse da millenni ed ognuna delle quali si è presa una competenza, poi diventate conflittuali, ritrovano un punto di conciliazione. Questo è un cammino che non dovrebbe fare solo ogni individuo, ma tutta la società moderna, perché altrimenti non ci resta che indossare un imbuto deretanico. Fate voi.

23 maggio 2017

BUONE VACANZE


Mi basta guardarli in volto, uno ad uno, per avere la stupida certezza di conoscere cosa gli passa per la mente. Vi ho studiato, sapete? Sono stato ciascuno di voi, nei miei sogni forse. Riesco a prevedere le vostre mosse. So su quale piede poggerete il peso del vostro corpo. So chi guarderete quando parlerete di un certo argomento. So anche come guarderete e quanto i vostri occhi si colmeranno di lucidità o si opacizzeranno. So come terrete occupate le mani. Più di tutto, conosco i desideri che non avete il coraggio di esprimere e l'architettura di bugie che vi imboccate per credere di vivere un'esistenza coerente. Perfettamente conscio che non c'è niente di vero in tutto ciò, ma che si tratta del mio castello che ho costruito per resistere ad un assedio lungo un lustro, dovrei ridurre drasticamente l'uso di riempitivi inutili come questo post.

20 maggio 2017

LUDICA EFFERVESCENZA

Post # 333

La retorica dello sciovinismo razziale, sessuale e religioso, sino al rabbioso fervore nazionalistico, cominciano a non funzionare più. Ciò che sono, se buono o cattivo, se sto avendo successo o no, tutto questo viene appreso lungo il percorso. E' come una giostra e posso cambiarla ogni volta che voglio. E' soltanto una scelta. Nessuno sforzo, nessun lavoro, nessun impiego, nessun risparmio di denaro. E mi sono reso conto che stavo giocando male e che il gioco è quello di scoprire chi sono davvero.

16 maggio 2017

DI SACCHEGGIAMENTI


Poiché mi vedo costretto all'inanimazione, lasciate che vi narri la leggenda del Ladro di Virtù.

Nelle terre italiane, in una piccola cittadina del lodigiano, viveva un barone ricchissimo, un rinomato collezionista di monete rare. La Baronessa Veronica trovava quella sua mania alquanto noiosa, nondimeno apprezzava lo stile di vita che le ricchezze del barone le consentivano.

Virgilio, invece, era un famoso ladro, la cui destrezza gli valse la nomina di maestro ladro nella leggendaria Gilda dei Ladri. Comunque, probabilmente, si trattava soltanto di mera spacconeria. La sola Gilda dei Ladri conosciuta si estinse oltre 450 anni fa.

Virgilio decise che il barone avrebbe dovuto condividere le sue ricchezze. Più precisamente, avrebbe dovuto distribuirne una parte a Virgilio. Una notte, l'astuto ladro, s'intromise furtivamente nel suo castello intenzionato a provvedere alla spartizione.

Le mura del castello erano note per essere altissime e invalicabili. Virgilio, astutamente, impiegò una freccia uncinata da penetrazione per fissare una corda sulla sommità della merlatura. Una volta raggiunti gli spalti merlati delle mura, doveva riuscire a eludere la sorveglianza delle guardie del barone. Celandosi con destrezza nelle ombre formate dalla merlatura, riuscì ad aprirsi un varco senza essere scorto.

Penetrare nel maniero fu un gioco da ragazzi per un ladro del suo calibro, ma un'ingegnosa serratura con non meno di tredici denti proteggeva i locali privati del barone. Virgilio riuscì a forzarla spezzando soltanto nove dei suoi grimaldelli.

Impiegando soltanto una forchetta, un pezzo di spago e un otre per il vino, riuscì a neutralizzare ognuna delle sette trappole poste a protezione della collezione di monete del nobile. Per certo Virgilio era il vero maestro dei ladri.

Con le monete al sicuro in suo possesso, si preparò a fuggire dal castello, ma scoprì ben presto che la via di fuga era ormai bloccata. Il barone aveva trovato la porta aperta e stava richiamando le guardie per perlustrare. Virgilio fuggì addentrandosi nei meandri del castello, restando appena un passo avanti alle guardie in servizio.

La sua unica via di fuga conduceva nella camera della Baronessa Veronica. Entrò nella stanza e scoprì la baronessa mentre si preparava ad andare a letto.

A questo punto giova riferire che Virgilio era famoso per il suo bell'aspetto, mentre la baronessa era rinomata per la sua bruttezza. Tali caratteristiche furono vicendevolmente riconosciute da ciascuno dei due.

"Siete forse venuto per carpire la mia virtù?", chiese la signora tutta tremante.

"Nient'affatto, mia dolce signora", disse Virgilio, pensando rapidamente. "Carpire sarebbe un atto assai malevolo per un fiore tanto delicato qual è la vostra virtù".

"Vedo che state fuggendo con le preziose monete del mio consorte".
Virgilio guardò profondamente nei suoi occhi e comprese qual era l'unico modo per riuscire a fuggire sano e salvo quella notte. Ciò avrebbe richiesto un doppio sacrificio.

"Sebbene queste monete siano d'inestimabile valore, ora ho trovato un tesoro ben superiore a ogni altra ricchezza", disse Virgilio delicatamente. "Ditemi, dea delle dee, perché vostro marito pose ben sette trappole mortali attorno a queste dozzinali monete, ma soltanto una semplice serratura alla porta della sua virtuosa consorte?".

"Il Barone protegge solo le cose che gli sono più care", replicò irata Veronica.

"Cederei tutto l'oro in mio possesso per bearmi un solo momento del vostro splendore".

Detto questo Virgilio depose le monete che aveva rubato con difficoltà. La baronessa allora si abbandonò estasiata nelle sue braccia. Quando il capitano delle guardie chiese di poter perlustrare le sue stanze, Veronica nascose Virgilio alla perfezione. Quindi si volse verso le monete e reclamò che il ladro le abbandonasse mentre fuggiva attraverso la finestra.

Compiuto il primo sacrificio, Virgilio si fece forza per compiere il secondo. Quella notte derubò Lady Veronica della sua virtù. La derubò ripetutamente, trattenendosi fino alle prime ore del mattino. Esausto ma sazio, si dileguò furtivamente alle prime luci dell'alba.

2 maggio 2017

OBLITERATO ITINERANTE


Da che parte si dovrebbe cominciare per svelare un mistero profondo e sfuggente come il tempo? Ad esempio, misurandolo? Usando, forse, orologi di ogni forma, grandezza e tipo? Si misura il tempo con sempre più precisione, da migliaia di anni, ormai, eppure questo scorrere degli eventi continua a far paura e mettere tensione, come la preoccupazione nell'incertezza della strada nuova, che non si sa quel che si trova. Orbene, sono sul binario della strada nuova e aver paura nel rimettermi in gioco m'è sempre piaciuto. Riesco nientemeno che a rilassarmi nel farlo, principalmente se sola andata, come previsto dalla norma del biglietto appena obliterato.

23 aprile 2017

I SEGNALI DEL CORPO

Quelli sonori.

Mi fanno notare, merito del raffreddore da polline, che quando starnutisco dico "etciù", letteralmente. Notano in questo uno scrupolo conformista. Io e le mie buone maniere? Eppure non sono così educato che se il mio culo potesse parlare direbbe "prot". Mai trarre conclusioni affrettate.

16 aprile 2017

AEXSISTENTIA ET TUA MEA


Improvvisamente, fulmine della mia protuberanza cefalica. Come i bei vecchi tempi. Come quando si stava meglio quando si stava peggio. Tu non esisti. Sei solo il frutto della mia espressione mentale inconscia, proiettato nel mondo in cui credo di esistere, anch'esso frutto della mia emanazione psichica. Ti comporti, ti muovi ed agisci esattamente come la mia mente ti ha creato. Non potresti altrimenti. E sai cos'è il bello? Che io sono tutto questo per te. So già cosa commenterai a questo post, così come tu sai che avrei scritto questo post. E se non commenterai, saprò anche questo. So che mi leggi. Quello che non so, invece, è come sia finita della schiuma da barba sulla mia fronte mentre mi stavo radendo. Si intenda che anche la schiuma da barba stessa è frutto della mia immaginazione.

9 aprile 2017

SCINDENDO MONOESPRESSIVITA'


Bipolarità o bipolarismo ipomaniacale o ipermaniacale, questo non è il dilemma, come in "essere o non essere". Il dilemma, se proprio lo si vuole ricercare o creare, sono quelle scissioni di Io, Me e di tutti gli altri Me, compreso l'ultimo aggiuntosi nemmeno troppo tempo fa, che però rendono quel fascino monoespressivo, irresistibile. Non per vanità, sia chiaro. Di certo facilita la comprensione della psiche, degli atteggiamenti, delle espressioni del viso e delle gestualità coverbali nel confronto del carnevale umano e quanto piace questa beltà che splende negli occhi loro ridenti e fuggitivi. Dopotutto non sto qua a gonfiare le bambole.

23 marzo 2017

ESCLUSIONE DI RESPONSABILITA'


Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, poiché, se lo fosse, tale testata non sarebbe da raccomandarsi ad alcuno. L'usurpazione della paternità dei testi ivi prodotti, non sarà perseguitata a norma di legge, in quanto la riproduzione parziale o totale è consentita in qualunque forma e piacimento, senza esplicito consenso, per affermazione tesa a definire o delineare l'estensione, i diritti e gli obblighi tra me e te, che stai leggendo, entrambi coinvolti in una relazione legalmente riconosciuta come scrittore e lettore. Ma, se proprio desideri contattarmi, non farlo ad ore pasti che solitamente mangio. Riguardati dai tarli.

17 marzo 2017

MI DILEGUO NEL DISCORSO


Non ce l'ho fatta. Ci ho provato, davvero. In molti modi, ma non ce l'ho fatta. Ho provato distraendomi facendo cose su cose, uscendo più spesso, a volte ho provato con il brandy, altre con elucubrazioni notturne megafoniche, per cui mi è costata una multa per disturbi sonori. I carabinieri, allertati dal vicinato, non hanno voluto sentire ragioni. O sragionamenti, nel mio caso. Ho provato persino a farmi legare in uno scantinato adeguatamente insonorizzato per l'occasione, ma mi sono improvvisato escapologo con riuscita nell'intento e non c'è stato verso. Nemmeno capoverso. Da questo spazio non riesco a stare lontano. Deve trattarsi di una debolezza, non me lo spiego altrimenti.

24 gennaio 2017

EPILOGRAFIA


Cari Squilibrati, s'avvisa che l'Esso Blog, non verrà più aggiornato. Grazie a chi c'è stato, a chi c'è ed a chi si imbatterà in questo spazio angusto. La chiave è comunque appesa accanto alla porta, indi si prega poi di richiudere e di riporla dove la si è trovata. La porta è quella sul retro.

Grazie e arrivederci.


22 gennaio 2017

AI POSTERS L'ARDUA SENTENZA


E alla fine non è rimasto niente. Nessun sentimento, nessun amore, nessuna tristezza, nessun rimpianto. Solo il ricordo di una bella storia che, come tutte, è giunta alla fine. Portandosi via l'ultimo brandello di umanità.





Buon viaggio amico mio.

15 gennaio 2017

SAGITTABONDO


Lo volete uno stato di ingovernabilità sul piano etico, così semplice che però manca come un dettaglio che fa la differenza? Ebbene, dicendo che se Io non è Io e se anche lo fosse sarebbe un altro che si agisce soltanto, si afferma che Io non è padrone in casa propria e non sempre è responsabile delle sue azioni. Che ridere. Rivelazione, oltretutto, che lo solleverebbe da ogni responsabilità con tanto di spruzzatina di gin.