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21 gennaio 2019

CEPPO ACHERONTICO

L'uomo è una miriade di drammi. Gli uomini sono una miriade di drammi. Tuttavia, nessuno struggimento è tanto sublime quanto la passione che deriva dalla perdita dell'innocenza, l'unica dannazione dell'uomo da cui tutte le altre si dipanano come rami di un enorme albero scarno e sepolcrale.

13 gennaio 2019

TETRAIDROFAGOCITAZIONI


Non ho mai creduto nell'insiemistica, perché la diversità è un'occasione rimasta per trovare quel qualcosa che compensi e disorienti, accompagnando verso una lateralità che può arricchire il comprendere, il concepire, l'afferrare un  concetto, ma soprattutto riempire quella parte che batte, ribatte e controbatte a tempo o in contrattempo, ancorato a concetti uniti, perché privi di punteggiatura.

4 gennaio 2019

NERALBO INGRAMAGLIATO

Il titolo fa la differenza

La superficie di un lago le cui acque sono agitate, riflette solo riproduzioni distorte delle immagini che vi sono proiettate. Se gli elementi del mondo interiore sono in uno stato di confusione, se le emozioni combattono fra loro e il turbine delle passioni tormenta la mente, se il cielo della verità è coperto dalle nubi dei pregiudizi, oscurato dall'ignoranza, allucinato da desideri insani, le vere immagini delle cose  appariranno egualmente distorte. E' sicuramente colpa di quel quasi, che fa la differenza nell'esserlo completamente.

23 dicembre 2018

CALCIO E CONVERSAZIONE


Ogni giorno mi accingo a compiere le ventidue azioni che un umano adulto deve compiere per riprendere il proprio posto al mondo. Riatteggiarsi a bipede, lavarsi, vestirsi, calzarsi, riempirsi le tasche di oggetti rituali, controllare che niente manchi e così via. L'uomo primitivo, invece, doveva fare solo tre cose. Alzarsi con cautela, per non dare una testata nella caverna e pisciare. A volte le due azioni erano contemporanee. Non doveva togliersi il pigiama e vestirsi, perché il vestito notturno e quello da lavoro erano gli stessi: una pelle di bufalo o di altro donatore. La terza azione era grattarsi il cranio e constatare l'assenza di dentifricio, di una caffettiera, di un tostapane e di altre future ideazioni. Così, deluso ma leggero, usciva dalla caverna per una nuova giornata. Il passaggio fondamentale dalle tre azioni fondamentali del pitecantropo alle ventidue dell'umano medio, si chiama civiltà.

12 dicembre 2018

ESIBIZIONE D'ASTROMELIE



Sono la sicurezza, sono la forza in persona. Quando parlo in voi, vi faccio capire che non esiste alcuna debolezza. Finché non mi avete visto, conoscete soltanto l'insicurezza. Non avete il potere di fare, di esprimervi, di opporvi: siete soltanto vittime. Ma con me ogni vostro timore svanisce. Smettetela di esitare e sminuirvi. Nessuno può costringervi a fare quello che non volete fare. Le mie leggi sono le leggi dell'Universo in azione. Quando non ci si oppone a esse, sono infinitamente pacifiche. Ma quando si disobbedisce, sono terribili. Sono capace di scatenare la malattia, l'infarto, i tumori, le cirrosi. Se non obbedite alle mie leggi, posso distruggere. Ho il diritto di uccidere. Ma se siete malati ed io abito in voi, vi farò superare i dolori e le difficoltà, vi farò annientare gli ostacoli. Sono la salute occulta in un corpo dolente.
Sono invincibile. Non temporeggio durante i conflitti: combatto. Non mi arrendo mai. Sono la certezza. Nessuno può rovesciarmi dal trono.
Sono un fulcro, riordino tutto intorno alle mie leggi. Faccio regnare l'ordine con tutti i metodi, dal più morbido, al più feroce. Quando abito in voi e incontrate un altro Imperatore, uniamo le nostre forze. Nessuna concorrenza è possibile, non esiste lotta tra Re. Sono un archetipo unico che risiede in ciascuno di voi.
Quando mi manifesto nel vostro corpo, siete in pieno equilibrio, non potete inciampare. Con me, il corpo è il centro dell'Universo, viene sostenuto da una forza immensa e può far fronte a qualunque evenienza. Sono terribilmente tranquillo. Quando mi installo nella vostra bocca, nella vostra muscolatura, le parole sono esatte e non tremate. Tutto in voi si acquieta: la vita organica, i pensieri, i desideri, il cuore, la memoria, il tempo, lo spazio.
Collocatemi nel vostro centro come una fonte inesauribile, come la radice dei vostri futuri voli. Allora l'angoscia non vi impedirà di vivere o di realizzarvi, l'impotenza e la pigrizia non domineranno le vostre azioni. Il timore della miseria non si opporrà al vostro lavoro, sarete capaci di costruire la vostra prosperità. Le tempeste emozionali non vi distrarranno dalla vostra opera, il dolore e la malattia non vi impediranno di sentire la vostra forza, nulla potrà spezzare la vostra concentrazione.
Le reticenze intellettuali, la timidezza, l'identificazione del ruolo di vittima, le sofferenze del passato, la cattiva immagine che avete di voi, nulla di tutto questo vi impedirà di incontrare me, il vostro Imperatore.
Se un'educazione venefica o un sistema di valori nefasto hanno impresso in voi  false leggi, regole inutili, rimuovetele! Stabilite le vostre regole, il vostro sistema di lavoro, le vostre azioni basandovi sulle leggi che vi rivelo. Sono qui, appaio, e dietro di me viene tutto un esercito, il sole, le stelle, le galassie. Vi proteggo e vi esorto ad essere forti.
Sono il vostro guerriero interiore, colui che vede le vostre debolezze e non si lascia indebolire. Là, dove si conosce passato, futuro e a volte anche il gerundio.

1 dicembre 2018

MICROCHIP ELEMENTALE


Facendovi capire che ho capito che avete capito, pensavo all'antitesi del funzionalismo degli status symbol, progettati all'obsolescenza programmata nella quale, in un modo o nell'altro, per un motivo o per qualsiasi altro, di questi tempi s'inciampa, nonostante gli sforzi di tenere a distanza l'aromatico speziato del liquame dell'intoppo. Pur'io ho il viscido versante che hanno la maggior parte degli automi che modellano il proprio favo, quaggiù, sulla Pineta Terra. E definirlo favo è sin troppo nobile ed elegante, lo uso solo perché segretamente ripongo ancora qualche speranza. Ora mi tolgo dal cavillo, grazie per i ringraziamenti.

20 novembre 2018

FARISAICISMO


Lo dico pubblicamente: io... sto morendo. Sto per morire. No, non adesso, non questa sera. Voglio dire, prima o poi. I miei attacchi di panico stanno diventando sempre più frequenti e più intensi. Ma non le prendo le stramaledette medicine, non mi faccio offuscare la mente da sostanze chimiche fintanto che riesco ad avere un'esatta visione d'insieme in questa vergognosa, violenta, prevenuta, illetterata, sessualmente repressa, dai comportamenti formalistici, ipocriti, dettati da finto zelo, società. Dove caspita è il mio brandy?