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17 settembre 2008

SORRISI DI CIRCOSTANZA IMMAGINARI

C’erano una volta un ragazzo che sorrideva fuori tempo ed il suo amico immaginario.
Il ragazzo che sorrideva fuori tempo svolgeva un lavoro di responsabilità, sistematico e frenetico, in cui non erano ammessi errori. Era un lavoro di responsabilità sistematiche e frenetiche. Il suo vivere era un ininterrotto lavorare, da quando suonava la sveglia al mattino, fino a che, se non si addormentava in ufficio, non sdraiava il proprio involucro sul materasso alla sera. Spesso si svegliava nel cuore della notte dopo aver sognato situazioni lavorative o pratiche da svolgere (in nottata) ed altrettanto spesso si scordava di far prendere luce ai propri sentimenti.
Il suo amico immaginario viveva alla giornata, faceva di tutto e nulla. Per lui essere era il nocciolo della questione ed i suoi sentimenti erano caldi e vibranti al punto da far fluire visibilmente le onde del calore dalle sue narici.
Il loro luogo di ritrovo era il piccolo ed umido sgabuzzino nel sottoscala ove degustavano i vini acquistati dai viaggi di lavoro del ragazzo che sorrideva fuori tempo e si narravano le vicende di vita comuni, quotidiane e non. L’uno sapeva tutto dell’altro, non vi erano segreti tra loro.
Arrivò il giorno (perché questa è una di quelle storie in cui arrivò il giorno in cui arrivò il giorno) in cui arrivò il giorno, purtroppo. Ed il ragazzo che sorrideva fuori tempo dovette partire.
Ma prima di partire infilò sotto la fessura della porta dello sgabuzzino un biglietto, lasciando accanto una bottiglia di vino rosè, delicato e frizzante, incartata nei fogli di giornale. Sul biglietto scrisse l’indirizzo al quale si sarebbe trasferito, aggiungendo poche righe. Da dentro lo sgabuzzino l’amico immaginario raccolse il biglietto, lo lesse e pianse. Da fuori lo sgabuzzino il ragazzo che sorrideva fuori tempo continuò a prepararsi per la partenza, si mise la giacca, salutò con amarezza l’amico immaginario e disse: “Scusa se ho scritto male, ma sono di fretta in questo momento…”. L’amico immaginario sobbalzò in piedi, aprì di scatto la porta dello sgabuzzino ed urlò al ragazzo che sorrideva fuori tempo che, nel frattempo, stava afferrando la valigia colma per uscire, sistemandosi lo sciarpino di seta nera: “Uomo da poco! Cosa vuol dire male? Forse che le lettere non sono tutte uguali, incolonnate ed obbedienti? Forse che hai vocali che debordano, aste che decollano, scrittura che si inchina o si impenna, bordi panciuti, splendidi sgorbi e arabeschi megalomani? Forse che hai la meravigliosa diversità di ogni lettera e parola? Questo è male per te?”. L’amico immaginario afferrò caparbiamente la bottiglia di vino rosè, delicato e frizzante, incartata dai giornali, dette un’ultima, ma di compassione, occhiata al ragazzo che sorrideva fuori tempo, rientrò nello sgabuzzino, stappò la bottiglia, si riempì un bicchiere e, mentre assaporava quel tenero sapore, trattenendolo sulla lingua, rise di sé.
C’erano una volta un ragazzo che sorrideva fuori tempo ed il suo amico immaginario. Ma poi si persero di vista e, incontrandosi dopo qualche anno, l’amico immaginario divenne, per il ragazzo che sorrideva fuori tempo, un conoscente immaginario.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

^_^ Ti ho ritrovato amico immaginario hai visto? Anche senza invito nuoto nella rete e ti incontro. Anch'io soccombo tra immagini pixxellate e sfumature di colori, il lavoro mi rapisce e uccide il mio tempo...il matrimonio è passato e diviene presente, il giappone è stato un sogno dove tornerò tre settimane sono volate ed è stato tutto bellissimo...quando venite a trovarmi? Io dovrei essere su per i morti..a novembre..ma stiamo organizzando un week nella città di van gogh ^_^ Un bacione ^_^ Appena ho un po + di tempo scrivo un commento decente...BELLA LA FOTO CON LA STATUA...L'HAI FATTA AL MATRIMONIO????!!!

Anonimo ha detto...

P:S: ^_^
OH MA NESSUNO CHE SI RICORDA CHE OGGI E IL MIO ONOMASTICO?? TRISTEZZA.::P

Anonimo ha detto...

TU SEI VERAMENTE MALATO!

Squilibrato ha detto...

Mi hanno scoperto... Il mio mimetismo non è servito.
Guarda guarda chi è passata a trovarmi!!! Anche se, controllando sui vari calendari sparsi per casa, mi risulta un santo diverso dal tuo nome.
Spero di venirti a trovare presto, ma credo che farai prima a passare tu in questo posto umido. Dopotutto sono solo 5 ore di viaggio.
La foto è stata scattata al matrimonio (per chi stesse leggendo e non capendo, preciso che il matrimonio non era il mio, nemmeno della signorina accanto a me nella foto).

Per l'anonimo che ha commentato stamane: La risposta è si.

Squilibrato ha detto...

Lunedi ho fatto 394.7 km per lavoro.
Ieri ne ho fatti 486.3 per lavoro.
Solitamente, tra andare e tornare dall'ufficio, ne faccio 22 (un numero a caso) al giorno.
Sono stato seduto così tanto tempo in macchina, in questi giorni, che mi si è cancellata la riga del culo.

Soroll ha detto...

Come si dice, il lavoro (M)obilita l'uomo XDD

wizzo ha detto...

...sarà che anche a me capita di sorridere fuori tempo...

Squilibrato ha detto...

MA, IN DEFINITIVA.

In attesa del giorno del dente del giudizio.

Anonimo ha detto...

Sorridere fuoritempo e svolgere un lavoro tanto frenetico, deve essere davvero molto pesante, come situazione emotiva.
L'amico immaginario descrive lo scrivere MALE in un modo sublime, con gli artefici grafici che, comunque, aggiunti ad una lontananza ed un dolore notevole, trasformano l'amico in conoscente.
Una perdita di affetto molto dispettosa, quasi voluta da un regista cattivo.
E si piega la testa, con una lacrima che non ha neanche il sostegno di un rimmel colante.
Ti abbraccio.
Danis

Anonimo ha detto...

Caro sedile su cui viaggia SQUILI, ti prego, non farlo stancare troppo, cerca di rendere piu morbidi i suoi spostamenti e meno traumatiche le ore di chilometrico trasbordo.
Cosa ti costa, prova a non comprimere la sua schiena, proteggilo dalla fatica. La noia, no.
Il mio amico ne è immune.
Danis