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10 aprile 2013

CASUALITA' DELLA CAUSALITA'

Io sono il narratore e tu il lettore, non fare domande e sii ricettivo. 

 
Il senso di alcuni gesti non hanno l'aria di una consuetudine, pur mostrando nelle sfumature, radici molto profonde. Certi episodi non possono essere valutati in termini di buongusto. Però, come sarebbe interessante accertare se siano radicati o casuali, ma forse, se si compiono, di casuale non v'è proprio nulla.

2 aprile 2013

CRITICABILI MISERABILITA'


 
Tutto e niente. Però, se dicessi di non aver raggiunto l'accettazione del niente, sarei obbligato a porla in un ambito oltre ciò che ho accettato. La questione non aberrante sarebbe che la meta finale è la coscienza del nulla. Non assurgo a deduzioni: l'individualità potrebbe essere cumulativa.
 

18 marzo 2013

DISINSTALLAZIONE COGNITIVA

 
Vi pongo apparentemente di fronte ad un paradosso, affermando, attraverso l'elaborazione di una teoria, che, al fine della psicoanalisi intesa come sapere e tecnica, sia necessario dimenticare le teorie. Quindi anche questa andrà pertanto dimenticata, anche se ciò significherà l'averla applicata.

9 marzo 2013

ISTRIONICA BRAMOSIA

 
Ho come il desiderio di entrare in un cimitero vestito da gatto con gli stivali o cappellaio matto e fare il giullare, recitando una qualche ode alla vita che va avanti o alla defunzione prematura, impiegando tutti i me stesso più teatrali, strappando sghignazzate al pubblico e qualche borbottio per le scene rubate.

23 febbraio 2013

FUNEBRIATO


La verità è paragonabile ad un'indecisione che entra nel verbalizzato, poi trascritto  concetto espresso, esternato o recitato. E pensare che basterebbe ragionare sulla fisica anche senza quanti, ma si è distratti da quel pressante senso dell'impositivo del qui e adesso. Poi ci sono i fatti trasversali. Sui fatti trasversali, senza falsa modestia, sono piuttosto bravo. Ma i fatti trasversali sono quelli che non interessano a nessuno.

16 febbraio 2013

CONGLOMERATO CEMENTIZIO

 
So per certo che un elenco conferisce dignità ad idee prive di collegamenti, ma, caro il mio giaciglio di spine, voglio ricordare le cose che mi sono successe nell'ultima decade:
 
-ho scambiato l'asse del cesso per un'altalena e, oscillandomici, l'ho sfondato. Prossimamente mi iscrivo ai campionati regionali;
-ho sognato due grizzly che volevano sbranarmi fuori dal cancello di casa e non potevo recarmi a lavoro;
-mi sono spaventato due volte della mia ombra e lei di me. Non la biasimo;
-ho ricevuto un invito da parte dell'ufficio anagrafe del mio comune per comunicazioni che mi riguardano. Forse vogliono ricordarmi chi sono.
-sono stato in preda a delirio febbrile e mi sono dilettato a mischiare medicinali con effetti collaterali. Il collaterale c'è stato e mi è piaciuto;
-mi sono addormentato sette notti di fila in posizione supina con le braccia incrociate e mi sono svegliato nella stessa posizione, ogni volta sperando di essere trapassato. E invece ero solo un participio presente. Con tutta la stima che ho per i participi presenti. Adoro i participi presenti.
-la prossima decade è un essere senziente che passa le sue giornate ponendosi domande nell'incapacità di darsi delle risposte.
-Nient'altro.

7 febbraio 2013

TANTOMENO

 
La musica è il primo dei miei muscoli involontari.

 
Improvvisazione e affondo: all'inizio della prossima storia ci sarà la nebbia. Perchè ogni storia, per iniziare, ha bisogno di eventi che ne introducano il tono e non ne impediscano lo svolgimento. Per questo, all'inizio della prossima storia, non brillerà il sole e non pioverà a dirotto. Non ostante la nebbia abbia la colpa di essere silenziosa e la prossima storia non avrà niente di silenzioso.