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13 luglio 2016

FATTO ESTRANEO


Il mio amico immaginario, uscito dalle sue trite consuetudini, mi ha parlato del malessere che presenta e che viene definito non tanto come suo problema, quindi del singolo individuo,  ma come espressione di disagio di uno o più sistemi di appartenenza. Mi ha infatti detto che da questi sistemi, spesse volte, non si può uscire, si sta quindi, per un qualsiasi motivo, all'interno, ma che ci si può estraniare. Sta poi al singolo capire come e quando utilizzare il proprio personale metodo di estraneità e continuare ad esercitarsi in questo senso. Mai considererò saggia la seconda concessione all'abitudine di tremare noiosa all'obbligo.

5 commenti:

Anna Asophia ha detto...

Concordo
si

già

mh...

Bill Lee ha detto...


capire come e quando
non mi riesce molto bene

vivo estraniato

e quando prendo fiato
m'infilo subito dell'alcool in bocca.

poi di nuovo giù

Daoist ha detto...

perchè, allora non praticare l'indifferenza?...Estraniarsi ti taglia fuori dalle dinamiche quotidiane.

La regola saggia è : Praticare il wu-wei taoista.

Lorenzo ha detto...

Esserci o non esserci?

scarAngie ha detto...

stayPeculiar, peculiarGuy !

l&l