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15 novembre 2010

VERNICE TRESCA

Mi sento così. Ectoplasmato. Depongo e antepongo. Postpongo pure, se necessario! Ah, quelle meccaniche che brulicano di fenomeni stravaganti! Fossero molecole d'acqua, le si chiamerebbero tensioni superficiali. Se fossero luoghi, sarebbero altrove. Vivono nella reclusione del proprio eremo e sporadicamente fanno sentire la propria voce. Si esibiscono solo su panchine fresche di vernice e quando si alzano hanno i pantaloni sporchi di significato. Intimo ed intrinseco significato.

10 commenti:

Thana ha detto...

Mi piace molto come scrivi, sento ogni singola parola.
<3

Madame Bovary ha detto...

I luoghi che sono sempre altrove, non li ho mai compresi, loro sono dove vorrei essere io. Io sono dove non voglio essere, preferirei essere altrove.
Buona notte
a presto

Lorenzo ha detto...

Una cugina di una mia collega non portava intimo. Se colleghi questo al fatto che il quotidiano è in parte partigiano, converrai con me che i pantaloni sporchi sono una metafora del cagarsi addosso.
O no?

Squilibrato ha detto...

Urka... convengo!!!!

FrammentAria ha detto...

e componghi, pure

MaryA ha detto...

Mmm, e lo so a volte ci si sente sopesi, nel tuo caso emulsionati più che altro.

Se vuoi sentire la voce di quelle meccaniche, riprendi in mano lo strumento e butta i pantaloni, oppure usali a casa, e fai suonare le meccaniche :)

*°*InI*°*

Temporala ha detto...

mi lasci una sensazione di dejavu... tensione superficiale, luogo altrove... come se ti avessi già letto altrove e in altri tempi, possibile?

NostraDannus ha detto...

Smamma mormora la panchina, mentre tutta di paint allocchi...

Squilibrato ha detto...

L'ipotesi sarebbe che non sia successo niente.
Ma non è concepibile se non con una grande confusione semantica.
Se mantica.

helen ha detto...

I like the simplicity of the photo.