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5 agosto 2014

DEAMBULANTE BALUGINARE

 
Ve la butto lì. Su cuscini in raso rosso, di forma quadrata, decorati con merletti bianchi. Sul filosofico, praticamente.
La potenza delle metafore sta nel fatto che, a differenza dei concetti, non sono forme chiuse da definizioni piane. Neanche ci provano. Sono, per dirlo con una metafora, due punti nello spazio semantico, incrociabili da infinite linee interpretative. Per questo una metafora tradisce sempre e con perseveranza, nel corso della sua storia d'utilizzo, il senso proposto da chi l'ha coniata. E per questo mi sento legittimato anch'io ad abbandonarmi al gioco erotico-semantico con questa sinuosa figura retorica che m'ha sedotto. Io e Me divengono essi stessi una figura retorica che implica un trasferimento di significato.

2 luglio 2014

ASSENZIO DI GRAVITA'

 
Inizio del riempitivo.
Quante volte mi sono accinto ad affaccendarmi in altre faccende, lo possiamo contare sulla punta della lingua e con la lingua a denti stretti. Il perché spesso non lo si sa. E questo fa parte del gioco. Lo stupore, il dubbio, gli interrogativi che si aprono, ma anche le reazioni di sdegno o perplessità, sono ciò che spesso l’artista si aspetta, per il sol gusto di accingersi ad affaccendarsi in altre faccende, mentre tutto questo succede per merito di coincidenze circoscritte nell'ambito materiale invisibile.
Vado in pellegrinaggio, affitto una bicicletta.
Fine del riempitivo. Scusate per la prolissità e la presenza.

24 giugno 2014

WASABI


 
Mi sono imbucato a quella mensa cui non ero degno di partecipare. Già, perché l’arte d’imbucarsi non si limita certo ai matrimoni o alle feste. Si può applicare anche per una qualsiasi cena. A ragion maggiore per l'ultima. Conoscevo il programma degli altri e mi sono fatto trovare lì, col gruppo, sul luogo prestabilito. Cena a base di sushi. Moltiplicato. Ma voltiamo pagina. Anzi: strappiamola.

6 giugno 2014

VELATAMENTE VELLUTATO


 
Ogni punto di riferimento è proporzionalmente casuale al volutamente fortuito:



Non fecero mai l'errore di optare per sonorità più modulate sull'assenza concettuale e maggiormente formalizzate in curve biodinamiche assimilabili armoniosamente alla velocità con cui il mondo attraversa questo tempo, praticamente inutile, che li avrebbe resi meno interessanti, ma sicuramente più attraenti.

30 maggio 2014

ARCHETIPI ONIRICI

 
Oh Cantico delle Creature dalle scale arabe, questo mio approccio non è stato capito. Intendo quello legato alla vicenda delle mie rotazioni planetarie in contromano, altresì chiamasi giramento di palle. Ci metterò più trasporto, del tipo che i globi osservatori balzeranno dalle orbite e lapillerò saliva esprimendomi.
Per ora è tutto. La banda suona durante e subito dopo la fagiolata.

10 maggio 2014

FINALE CORROTTO

 
Tutto è bene quel che finisce bene se solo fosse finito bene. Ma questo non lo so. Si, perché gli ultimi istanti non li ho visti e me lo sono perso, il finale. Eppure avevo gli occhi aperti e li stavo vivendo. Ero dentro di me a pensare come al solito. Certi finali non si ripetono. Strizzo le tempie abbastanza forte da far affiorare i dotti dove scorre la linfa. Il finale me lo architetto da solo.

4 maggio 2014

COMMEDIANTE EROGENO


In ogni falso si nasconde sempre qualcosa di autentico.  Nel simulare l'opera altrui il falsario non resiste alla tentazione di metterci del suo, spesso è una minuzia, un dettaglio, un tratto insospettabile in cui l'autore del falso finisce per tradire se stesso rivelando una propria e autentica sensibilità.