Le vocine narranti nella mia testa hanno già raccontato questa storia un paio di volte. Ogni tanto, il modo in cui rammentano gli avvenimenti non sono, per così dire, pienamente veritieri. Dopotutto, chi mai potrebbe contraddirle? Ci sono, però, eventi fondamentali, che neppure loro possono modificare. Eventi che suscitano un certo imbarazzo nell'ambiente scientifico ed aprono il campo ad interessanti interrogativi.
Languide orde di pensieri e subordinazione di effetti specifici.
Me sostiene che non può continuare a vedere il mondo come reale, sapendo che il sé che ne determina la realtà è intangibile, mentre Io, guardandosi attraverso gli occhi della persona che agisce, che è tutta una questione di tesi della fisica delle possibilità di come è fatto il mondo e di come invece lo percepisce. E si comportano di conseguenza.
Peto e ripeto, pressapoco, strafalcioni sparsi orientati verso altri sguardi. Detto così sembra un semplicismo, ma non ha niente a che vedere con la semplicità. Nella logica, l'orientamento è dato da un'ambizione mentale dove il cuore rientra a stento. Forse per un fattore di spazio. Esperienza estratta, più che dall'imposizione, anche se di principio, dalla ricerca. E' una sperimentazione che attuo tra i dialoghi del mio cervello e la proiezione della mia mente. Magnetico.
Questo blog sembra scritto da un pazzo, rinchiuso in una cella ed imbottito di sostanze da stupefazione con contratto a tempo determinato. La questione è un dato di fatto: quando le mie attività cerebrali si scindono e si rendono indipendenti l'una dall'altra, perdo il controllo di me, degli altri me ed anche di io, che è un altro e che agisco soltanto.